La Francia potrebbe presto cambiare strada sulle sue “Zone à Faibles Émissions” (Zfe), la versione francese dell’Area C e dell’Area B di Milano.
Un gruppo di parlamentari ha infatti presentato una proposta di legge per ridurre o addirittura abolire queste zone a basse emissioni.
Oggi le Zfe sono attive in 24 città francesi, tra cui grandi centri come Parigi, Lione, Grenoble e Montpellier.
L’obiettivo, definito dalle leggi del 2019 e 2021, è chiaro: abbattere le emissioni di particolato fine, una delle principali cause di inquinamento atmosferico, responsabile ogni anno di circa 48.000 morti premature in Francia.
Per circolare in una Zfe serve un bollino “Crit’Air”, che classifica il livello di inquinamento del veicolo. Chi entra nella zona senza il bollino corretto rischia una multa fino a 135 euro.
Ma proprio qui nascono le polemiche. Secondo diverse persone, queste misure finiscono per colpire soprattutto le fasce più deboli della popolazione: chi ha un’auto vecchia spesso non può permettersi di cambiarla.
Il tema è diventato centrale anche nel dibattito politico nazionale, con i partiti che usano le Zfe come bandiera per parlare di giustizia sociale, ambiente e costi della transizione ecologica.










