Il prezzo del gas naturale in Europa viene deciso nel Title Transfer Facility (ttf) di Amsterdam, il principale mercato di riferimento. Tuttavia, non tutto il gas ha lo stesso prezzo. Quello trasportato via gasdotto è generalmente più stabile, poiché regolato da contratti a lungo termine, mentre il gas naturale liquefatto (gnl), che viaggia via nave, è più soggetto a variazioni di prezzo in base alla domanda globale.
La guerra in Ucraina ha avuto un forte impatto sulla situazione energetica. Nel 2024, l’Unione europea ha ridotto drasticamente le importazioni di gas dalla Russia, passando dal 40% al 14% del totale. Per colmare il divario, ha aumentato gli acquisti da Algeria, Norvegia e Stati Uniti.
Negli ultimi mesi, il prezzo del gas è aumentato a causa di vari fattori. Il freddo intenso in Europa ha portato a un maggior consumo per il riscaldamento, mentre una riduzione della produzione di energia rinnovabile in Norvegia ha limitato l’offerta. Alcune dichiarazioni di Donald Trump hanno poi alimentato l’incertezza sui mercati, favorendo la speculazione. Gli stoccaggi europei sono scesi al 47%, rispetto al 65% dello scorso anno, con Francia, Croazia, Belgio e Paesi Bassi che registrano livelli intorno al 30%. L’Italia, grazie a un inverno più mite e a un minor consumo industriale, si trova in una situazione migliore con una capacità di stoccaggio del 58%.
Il costo del gas è tornato ai livelli di gennaio 2023, periodo segnato dalla crisi energetica. Attualmente, il prezzo si aggira sui 58 euro per megawattora (mwh), con un aumento del 30% rispetto a un mese fa e più che raddoppiato rispetto all’inizio di febbraio 2024.
Questa situazione si ripercuote sulle bollette e sull’industria. Circa il 20% dell’energia prodotta nell’Unione europea proviene dal gas, con Italia e Germania particolarmente esposte. Di conseguenza, il costo dell’elettricità e del riscaldamento è destinato ad aumentare nei prossimi mesi.










