Come riportato da Il Sole 24 Ore, la risposta dei medici non si è fatta attendere. Filippo Anelli, presidente della Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli Odontoiatri), si è mostrato in disaccordo con la nuova proposta spiegando come: “La prescrizione presuppone una diagnosi e la diagnosi è di competenza del medico. Una competenza che il medico non si arroga, ma che gli viene conferita dalla legge, secondo il suo percorso di studi. La diagnosi è un atto medico complesso, che ha come fondamento tutta una serie di conoscenze che coinvolgono l’intero percorso di studi e non si esauriscono in uno o due esami universitari.”
“Non stiamo chiedendo niente di nuovo. Oggi succede che l’infermiere chiede già questi dispositivi al medico che li prescrive e quindi con questa innovazione si ottimizza il percorso di presa in carico”, avverte la presidente della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche Barbara Mangiacavalli, sottolineando inoltre come gli infermieri non intendano prendere in mano la diagnosi medica ma, al contrario, implementare la loro formazione in maniera tale da poter integrare nel loro ruolo la prescrizione di ausili migliorando così la qualità dell’assistenza infermieristica.










