Secondo il rapporto Istat “I giovani nelle città metropolitane: la fragilità dei percorsi educativi nei contesti urbani. Anni 2022 e 2023”, le città metropolitane italiane stanno affrontando una sfida importante: un forte calo demografico nei comuni capoluogo, con una perdita media del 27,7% tra i giovani. Questa tendenza è particolarmente evidente nella fascia d’età 15-24 anni, che ha registrato un calo del 39%. A questo quadro si aggiunge una distribuzione di genere diversa a seconda delle fasce d’età.
Nelle città metropolitane, infatti, ci sono più donne che uomini: 94,2 uomini ogni 100 donne, rispetto a una media nazionale di 95,7. Questa differenza diventa più marcata con l’età, a causa della maggiore longevità femminile. Al contrario, tra i più giovani il rapporto si inverte. Nella fascia 0-14 anni ci sono 106,1 maschi ogni 100 femmine, un dato che aumenta ulteriormente tra i 15-24 anni, con 108 maschi ogni 100 femmine.
Questa situazione si inserisce in un trend più ampio: negli ultimi 30 anni, le città metropolitane hanno visto diminuire di 1,5 milioni il numero di giovani tra 0 e 24 anni, una riduzione del 24,5% rispetto al 1993. Al 1 gennaio 2024, si contano circa 4,8 milioni di giovani nelle 14 città metropolitane, pari al 22,6% della popolazione totale, rispetto al 32,6% del 1993.
Le città del Sud e delle Isole sono quelle che hanno subito le perdite maggiori, con un calo medio del 23,9%. Tuttavia, nel Centro-Nord, la situazione è diversa. Alcune città, come Bologna, hanno visto una crescita della popolazione giovanile (+13,2%), grazie all’aumento della fascia 0-14 anni (+42,4%), che ha compensato il calo tra i 15-24enni.










