Negli ultimi mesi, il personale diplomatico statunitense in Cina ha ricevuto una direttiva piuttosto netta: evitare qualsiasi relazione intima con cittadini cinesi.
La disposizione, che include anche i contractor legati alla sicurezza e i parenti dei funzionari, è entrata in vigore all’inizio dell’anno su impulso dell’allora ambasciatore Nicholas Burns, in un contesto internazionale già teso dopo le dichiarazioni di DonaldTrump sulla guerra commerciale con Pechino.
Il provvedimento, definito una misura di “non-fraternizzazione”, interessa tutte le sedi diplomatiche americane sul territorio cinese: dall’ambasciata a Pechino ai consolati di Guangzhou, Shanghai, Shenyang, Wuhan, fino al consolato a Hong Kong, che pur rientrando in un’area amministrativa speciale, è incluso nella restrizione.
Fa eccezione chi, al momento dell’entrata in vigore della norma, aveva già una relazione stabile e ufficialmente riconosciuta con un cittadino cinese.
Per tutti gli altri, il messaggio è chiaro: violare la regola porterà al rimpatrio immediato negli StatiUniti.










