I dati che emergono da una recente indagine condotta da Kaspersky, società russa di sicurezza, rivelano che il 67% dei millennial, ossia i nati tra l’81 e il 96, non verifica l’autenticità dei contatti online, esponendosi costantemente a potenziali rischi di truffe e frodi. La ricerca ha evidenziato come i giovani adulti abbiano una fiducia molto forte quando operano coi loro profili social e nei messaggi ricevuti, dimostrando poca prudenza.
I dati raccontano che molti utenti accettano richieste di contatto e interazioni senza verificare l’identità o l’autorevolezza dell’interlocutore, favorendo così la diffusione di contenuti manipolati e fake news. Tra le cause principali di questa tendenza ci sono la velocità di fruizione dei contenuti, sempre maggiore, e la crescente influenza degli algoritmi, che favoriscono la creazione delle cosiddette “echo chambers”, ossia bolle informative dove il si vedono solo informazioni che rafforzano una convinzione già presente nell’utente.
Un aspetto preoccupante è il ruolo delle piattaforme social nel rafforzare dinamiche di fiducia ingiustificata. La ricerca evidenzia che il 42% dei millennial si fida maggiormente di un profilo se è verificato o se ha un alto numero di follower, ignorando il fatto che la verifica e la popolarità non sono garanzie di autenticità ma possono essere acquistate. Inoltre, il 38% degli intervistati ha ammesso di aver subito almeno una volta una truffa o una manipolazione online a causa di questa mancanza di attenzione.
Al fronte di questi dati assume una grande importanza la creazione di campagne educative e di strumenti di controllo più efficaci per contrastare il fenomeno. Tra le proposte degli esperti ci sono l’introduzione di strumenti di verifica automatizzata, la promozione di competenze digitali nelle scuole e una maggiore responsabilità da parte delle piattaforme social nel controllo dei contenuti.










