Nel 2025, cresce l’entusiasmo degli italiani verso l’intelligenza artificiale: il 21% si dichiara fiducioso per il suo sviluppo e l’adozione di tecnologie basate sull’IA coinvolge ormai oltre tre quarti della popolazione (77%). Nonostante ciò, la percentuale di chi afferma di possedere una conoscenza solida della materia resta ferma al 7%. Questi dati provengono dalla quinta edizione del rapporto congiunto Ital CommunicationsIISFA, a cura dell’Istituto Piepoli e presentato ufficialmente al Senato con il titolo “L’intelligenza artificiale in Italia: come evolve la nostra società”.
L’indagine evidenzia come l’IA sia diventata una componente pervasiva del quotidiano, vista anche come leva potenziale per migliorare il lavoro e la vita privata. Aumenta anche la fiducia: il 18% degli italiani oggi ritiene l’IA affidabile. Tuttavia, la comprensione del tema resta limitata: il 50% degli intervistati si dice solo in parte informato. Sebbene l’81% esprima interesse ad approfondire, solo il 27% dichiara un’esigenza concreta di farlo.
La diffusione dell’IA porta con sé anche timori. Due terzi degli intervistati (67%) manifestano preoccupazioni per la propria sicurezza informatica, e il 25% circa si dice allarmato. Inoltre, solo una persona su dieci ritiene di possedere le competenze per riconoscere le minacce digitali, mentre il 41% si considera impreparato.
Una particolare attenzione viene dedicata all’intelligenza artificiale generativa. Attualmente, il 60% degli italiani sa cos’è l’IA generativa e il 61% ne fa uso in qualche forma.
Il contesto informativo in cui si inserisce l’IA, però, non contribuisce a chiarire le idee: quasi tutti (96%) lamentano un’informazione poco affidabile, frammentata o sensazionalistica. Tra i problemi più citati figurano le fake news, il sovraccarico di contenuti online, l’approccio superficiale dei media e l’assenza di norme chiare sui social network.










