Il Brasile affronta da anni una crisi nel sistema penitenziario: il tasso di recidiva supera l’ottanta per cento e il Paese si colloca al quindicesimo posto mondiale per numero di detenuti.
Anni fa, proprio il Brasile ha creato un sistema molto particolare che permette ai prigionieri di accedere alla lettura e, al tempo stesso, ricevere uno sconto di pena grazie ad essa.
Il programma, chiamato Remission for Reading, fornisce libri cartacei, audiolibri e testi in Braille, garantendo l’accesso anche a chi ha difficoltà visive.
I detenuti possono prendere in prestito libri e, una volta completata la lettura, scrivere una relazione per dimostrare la comprensione del testo. Ogni relazione ben fatta permette di ottenere uno sconto di quattro giorni di pena, fino a un massimo di quarantotto giorni all’anno. Inoltre, il programma prevede un supporto per chi ha difficoltà linguistiche o intellettive, rendendo la lettura accessibile a tutti.
Dopo aver preso in prestito un libro, il detenuto ha un periodo compreso tra 21 e 30 giorni per leggerlo, a seconda della lunghezza del testo. Una volta terminata la lettura, dispone di ulteriori 10 giorni per redigere un’analisi scritta che dimostri la comprensione dell’opera.
I numeri dimostrano l’efficacia dell’iniziativa: i detenuti leggono in media nove volte in più rispetto alla media nazionale.
L’idea di usare la lettura come strumento di riabilitazione non si ferma al Brasile. Alcuni paesi, tra cui il Kazakistan, l’Uzbekistan e la Russia stanno infatti adottando programmi simili volti alla cultura e alla possibilità di redenzione dei detenuti.
Nonostante i benefici, il programma potrebbe avere dei limiti, soprattutto nei paesi dove la censura è forte. In certi contesti, la selezione dei libri, infatti, potrebbe essere usata per l’indottrinamento piuttosto che per il pensiero critico.










