Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha avviato un’indagine su Nvidia, che detiene circa l’80% del mercato dei chip per l’intelligenza artificiale. L’indagine si concentra su due aspetti principali: le pressioni sui fornitori di servizi cloud e i costi delle apparecchiature di rete. Gli investigatori stanno valutando se Nvidia abbia spinto i fornitori di servizi cloud ad acquistare una quantità maggiore dei suoi prodotti, potenzialmente a scapito dei concorrenti. Inoltre, l’indagine esamina se Nvidia abbia imposto costi maggiori per l’acquisto di apparecchiature di rete ai clienti che scelgono i chip AI di aziende rivali come AMD e Intel, pratica che potrebbe configurarsi come un abuso di posizione dominante sul mercato.
La motivazione principale dietro l’indagine risiede nelle denunce presentate dai concorrenti di Nvidia, che accusano l’azienda di sfruttare la sua posizione dominante per ostacolare la concorrenza. Nvidia, dal canto suo, non ha rilasciato commenti specifici sul rapporto dell’indagine, ma un portavoce ha dichiarato che l’azienda collaborerà pienamente con i regolatori, fornendo tutte le informazioni richieste. Il portavoce ha inoltre sottolineato che la competizione di Nvidia si basa su investimenti e innovazione, rispettando sempre le leggi e garantendo la scelta del cliente attraverso la disponibilità dei prodotti sia su cloud che on-premise. Il Dipartimento di Giustizia, al momento, non ha risposto immediatamente alle richieste di commento di Reuters.
Sul fronte politico, gruppi progressisti statunitensi e la Senatrice Elizabeth Warren hanno sollecitato il Dipartimento di Giustizia a indagare su Nvidia, esprimendo preoccupazioni riguardo alla concorrenza e, in particolare, alla pratica di raggruppamento di software e hardware.
L’indagine ha avuto ripercussioni anche sul mercato finanziario, con un calo delle azioni di Nvidia di circa il 3,6% nel pre-mercato di venerdì.










