Giancarlo Giorgetti, è stato riconosciuto dal The Banker come ministro delle Finanze dell’anno. Un riconoscimento che evidenzia il suo approccio pragmatico e la capacità di affrontare le difficoltà di un ruolo complesso in uno dei contesti economici più sfidanti d’Europa.
L’Italia affronta da anni difficoltà strutturali che complicano la gestione economica del Paese. Tra queste, una crescita economica lenta, una produttività stagnante, un’evasione fiscale storicamente elevata e un debito pubblico tra i più alti al mondo. Tradizionalmente, il ruolo di ministro delle Finanze è stato affidato a tecnici, per via della necessità di un approccio altamente competente e imparziale. Giorgetti rappresenta un’eccezione: politico esperto, è riuscito secondo il The Banker a coniugare l’agenda di governo con una visione moderata e dialogante con le istituzioni europee.
Il The Banker ha premiato Giorgetti per la sua capacità di mantenere l’equilibrio tra riduzione del deficit e sostegno agli investimenti pubblici. Un traguardo che si inscrive in un piano più ampio: la riduzione del rapporto debito-PIL, con un rientro programmato a partire dal 2027.
Il riconoscimento riflette anche le politiche e iniziative messe in atto per migliorare le finanze pubbliche. Tra queste, l’introduzione di risparmi pari a 4 miliardi di euro richiesti ai ministeri e la proposta di aumentare la tassazione per alcune aziende, come nel caso della tassa sulle banche, successivamente rivista. Ha supervisionato le privatizzazioni di Monte dei Paschi di Siena, con l’avvio del piano di privatizzazione, di Ita Airways, con la vendita in corso, e di Eni, con la cessione di una quota di minoranza delle attività nei biocarburanti al fondo KKR per circa 3 miliardi di euro.
L’approccio di Giorgetti è stato accolto positivamente dalla Commissione europea. La legge di bilancio 2025, ritenuta credibile e sostenibile, ha rafforzato il piano italiano per il rientro del debito.










