Le alte assenze per malattia, secondo i dirigenti d’azienda in Germania, stanno diventando un problema per l’economia tedesca, influenzando negativamente la competitività del Paese. Secondo quanto riportato dal Financial Times, nel 2023 ogni lavoratore in Germania ha perso in media 19,4 giorni di lavoro per malattia, un trend in aumento previsto anche per il 2024.
La Germania è tra i paesi con il maggior numero di assenze per malattia, con una media di 22,4 giorni all’anno per lavoratore nel 2022. Secondo l’OCSE, è settima per ore lavorative perse (6,8% delle ore settimanali), dietro Norvegia, Finlandia, Spagna e Francia.
Le cause sono molteplici: alti costi energetici, che aumentano il carico finanziario sulle aziende, riducendo gli investimenti in benessere e supporto per i lavoratori, e creando ulteriore stress per i dipendenti, carenza di manodopera, burocrazia opprimente e un aumento dei problemi di salute mentale, aggravato dalle regole introdotte durante la pandemia, come i certificati medici telefonici. Anche la legislazione sul congedo per malattia, che garantisce sei settimane retribuite all’anno, è oggetto di dibattito.
Secondo uno studio della VFA, l’impatto economico di queste assenze è notevole: senza di esse, la crescita economica nel 2022 sarebbe stata dello 0,5% anziché calare dello 0,3%. La produttività sta rallentando e i salari reali non si sono ripresi dopo la pandemia e l’inflazione.
Le reazioni includono misure controverse, come le visite a sorpresa di Tesla per verificare le assenze e la proposta di sospendere il pagamento per i primi giorni di malattia. Sindacati come IG Metall vedono questi livelli di assenza come un “segnale d’allarme” delle pressioni sui lavoratori. Politiche di malattia ben progettate possono contribuire alla produttività e al benessere.
Nonostante le difficoltà, la Germania rimane produttiva, anche se il tasso di crescita è in declino. Serve un cambiamento culturale e un migliore equilibrio tra leadership aziendale e atteggiamento dei lavoratori per garantire un futuro stabile.










