Il Comune di Genova ha deciso di mettere regole chiare per garantire stipendi dignitosi a chi lavora negli appalti pubblici, così da combattere il fenomeno del lavoro povero. L’iniziativa, proposta dall’assessore al Lavoro Emilio Robotti e approvata dalla giunta, si ispira all’articolo 36 della Costituzione italiana: ogni lavoratore ha diritto a una paga che gli permetta una vita libera e dignitosa.
In pratica, in tutti gli appalti del Comune di Genova, che si tratti di lavori, servizi o forniture, sarà obbligatorio applicare il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) firmato dai sindacati e dalle associazioni più rappresentative. Se l’azienda appaltatrice decide di usare un contratto diverso, il Comune controllerà che comunque le condizioni economiche e normative siano equivalenti.
C’è anche una novità per le gare d’appalto basate sulla qualità, cioè quelle in cui non conta solo il prezzo più basso ma anche l’organizzazione, la sicurezza, il rispetto dei lavoratori e altri aspetti legati alla qualità del servizio: tra i criteri di scelta verrà inserito l’impegno a garantire almeno 9 euro lordi all’ora a ogni lavoratore coinvolto.
Per assicurarsi che queste regole vengano rispettate, il Comune organizzerà incontri regolari con sindacati e associazioni datoriali. L’obiettivo è controllare che nei vari appalti si applichino le giuste condizioni di lavoro e, nei casi di cambio appalto, favorire accordi per non lasciare le persone senza lavoro.
In più, verranno firmati protocolli specifici per settori considerati più a rischio di stipendi bassi, come i servizi o l’edilizia. Questi accordi prevedono ad esempio che il costo del lavoro non possa essere abbassato in gara, che le condizioni dei lavoratori vengano sempre rispettate e che la sicurezza sia garantita.










