Lo scorso 1 dicembre, Andrew Paul Hewitt, tifoso del ChesterFC, squadra inglese di sesta divisione, è stato trovato senza vita nella sua abitazione a Flint, nel Galles del Nord. L’uomo era stato al centro di una controversia: durante la partita tra il Chester e il WarringtonTown, le telecamere lo avevano ripreso mentre compiva gesti offensivi e razzisti nei confronti del centrocampista avversario Bohan Dixon. Le immagini, diffuse rapidamente sui social media, hanno suscitato un’ondata di indignazione.
Il Chester FC ha condannato l’accaduto, dichiarandosi “profondamente costernato per un episodio di razzismo” e ribadendo il proprio impegno contro ogni forma di discriminazione: “Il razzismo non ha posto nello sport né nella società. Chiunque si macchi di tali comportamenti sarà bandito a tempo indeterminato dalle nostre partite”.
Hewitt, identificato dalle forze dell’ordine, era sotto indagine per un “reato di ordine pubblico con aggravanti razziali”. Prima che il caso potesse avanzare sul piano giudiziario, è stato ritrovato morto nella sua abitazione.
Un vicino di casa, intervistato dal DailyMail, ha manifestato incredulità per quanto accaduto: “Tutti abbiamo saputo delle accuse di razzismo contro Andy, ma non riconosciamo in lui la persona vista in quelle immagini. Era un uomo gentile e affettuoso, molto legato alla sua famiglia. Nessuno avrebbe immaginato un epilogo così tragico”. Anche la cognata, Mia Nicholson, ha espresso dolore sui social, descrivendo la perdita come devastante e annunciando che il funerale si terrà il 18 dicembre.
La polizia ha confermato che la morte non presenta elementi sospetti, mentre il Chester FC ha scelto di non aggiungere ulteriori dichiarazioni sulla vicenda.










