Alcune ricerche hanno rivelato che la password utilizzata per proteggere uno dei sistemi di sicurezza del Musée du Louvre era “LOUVRE”, mentre un altro codice interno corrispondeva al nome “THALES”, lo stesso del suo software di difesa e sicurezza.
Queste due password davano accesso ai sistemi di sicurezza di uno dei musei più visitati al mondo, dove lo scorso 19 ottobre durante una tranquilla domenica mattina si è consumata una rapina durata poco più di cinque minuti.
I ladri hanno portato via diversi gioielli di valore inestimabile appartenenti alla collezione di Napoleone e dell’imperatrice, tra cui un diadema dell’imperatrice Eugenia e un collier di zaffiri appartenuto alla regina Marie-Amélie e alla regina Ortensia.
La vicenda mette in luce un grave deficit di sicurezza in un sistema che, all’apparenza, sembrava impenetrabile ma che invece ha mostrato crepe significative nelle modalità di controllo e protezione.
Non è la prima volta che emergono falle nei sistemi del museo: già nel dicembre 2014, esperti dell’Agenzia nazionale per la sicurezza informatica avevano analizzato la rete del Louvre dalle telecamere agli allarmi, fino ai controlli d’accesso scoprendo che le chiavi digitali utilizzate erano le stesse: “LOUVRE” e “THALES”.










