Il sindaco di Nizza, Christian Estrosi, ha annunciato un piano per vietare l’accesso alla maggior parte delle navi da crociera nella città, con l’obiettivo di contrastare il turismo “low cost” e preservare l’immagine esclusiva della località.
La misura si inserisce in un più ampio movimento europeo, con città come Venezia, Barcellona e Palma di Maiorca che hanno già introdotto restrizioni simili per limitare l’impatto del turismo di massa e delle grandi navi.
Il piano prevede la firma di un’ordinanza per vietare l’accesso a navi da crociera più lunghe di 190 metri o con una capacità superiore a 900 passeggeri, con una conseguente riduzione stimata del 70% del numero totale di turisti da crociera.
Le motivazioni del divieto sono molteplici: preservare l’immagine di Nizza come destinazione esclusiva, ridurre l’afflusso di turisti considerati “tirchi” e responsabili di consumi limitati e diminuire l’inquinamento atmosferico causato dalle grandi navi.
Il provvedimento ha generato reazioni contrastanti. Da una parte, commercianti e ristoratori locali temono una perdita importante di clientela, in quanto considerano il turismo da crociera essenziale per le loro attività.
Dall’altra, gli ambientalisti hanno accolto favorevolmente l’iniziativa, sottolineando l’impatto ambientale delle grandi navi, responsabili di inquinamenti marini e atmosferici significativi.
Le sfide per l’attuazione del divieto non mancano. Gli operatori delle crociere, che pianificano le loro attività con anni di anticipo, potrebbero opporsi legalmente, complicando l’applicazione delle nuove norme. Inoltre, il governo centrale detiene il controllo sulle acque al largo, limitando il potere decisionale del sindaco, una situazione particolarmente evidente nei porti vicini come Cannes.










