La GPDA scende in campo e attacca il presidente della FIA, Ben Sulayem, in merito alla stretta contro le parolacce: “Esortiamo il Presidente a misurare il suo tono quando si riferisce ai nostri piloti”.
Da ormai qualche settimana, quello delle parolacce è un tema piuttosto caldo in Formula 1. Il presidente della FIA, Ben Sulayem, ha imposto ai piloti di non utilizzare termini volgari alla guida o davanti ai microfoni dei giornalisti. I trasgressori sono puniti con una multa o, come nel caso di Max Verstappen, impiegati in lavori socialmente utili.
Ma fin da subito sono arrivate numerose proteste da parte dei piloti, i quali reputano incomprensibile questa scelta. Come sottolineato tempo fa da Leclerc (multato dopo il Gran Premio del Messico per una parolaccia in conferenza stampa), è difficile contenersi mentre si è alla guida di una vettura che raggiunge velocità elevatissime o in un momento di forte frustrazione.
Ora, in soccorso dei piloti, è arrivata la GPDA (Grand Prix Drivers Association), la quale ha emesso un duro comunicato nei confronti della Federazione: “Sappiamo di doverci attenere alle regole di un arbitro, ma per quanto riguarda le parolacce, c’è differenza tra quelle usate intenzionalmente per insultare qualcuno e quelle casuali, come quando si descrive il maltempo o una situazione di guida”.
Il comunicato prosegue con un messaggio indirizzato direttamente a Ben Sulayem: “Esortiamo il Presidente della FIA a misurare il suo tono quando si riferisce ai nostri piloti. Sono adulti e non hanno certo bisogno di consigli su certe questioni banali, come indossare gioielli o delle mutande”. Inoltre, l’associazione ha chiesto al Presidente di essere più trasparente in merito a come vengono spesi i soldi delle multe.
La GPDA è un’associazione nata nel 1961 che rappresenta l’interesse e la sicurezza dei piloti. Attualmente, il suo Presidente è Alexander Wurz, mentre i direttori sono George Russell e Anastasia Fowle.











