L’annuale rapporto del Circular Economy Network, in collaborazione con Enea, offre una panoramica dettagliata dello stato dell’ economiacircolare in Italia.
L’Italia è leader nel tasso di riciclo dei rifiuti, con un 71,7% per i rifiuti di imballaggio nel 2021, superiore dell’8% rispetto alla media UE27 del 64%. Anche il riciclo dei rifiuti urbani è cresciuto del 3,4% tra il 2017 e il 2022, raggiungendo il 49,2%, appena sopra la media UE del 48,6%, mentre la Germania raggiunge il 69,1%.
Tuttavia, ci sono anche sfide. Nel 2022, il consumo di materiali in Italia è stato di 12,8 tonnellate per abitante, inferiore alla media europea di 14,9 tonnellate, ma in crescita dell’8,5% rispetto al 2018. La dipendenza dalle importazioni di materiali è stata del 46,8%, più del doppio della media europea del 22,4%, nonostante un calo del 3,8% rispetto al 2018.
Il rapporto di quest’anno pone un focus particolare sulle piccole e medie imprese (PMI). Un’indagine condotta tra dicembre 2023 e gennaio 2024, in collaborazione con CNA, ha rivelato che il 65% delle PMI intervistate adotta pratiche di economia circolare, un dato più che raddoppiato rispetto al 2021.
Inoltre, il 10% delle imprese intende avvicinarsi all’economia circolare nel prossimo futuro. Le azioni più comuni riguardano l’uso di materiali riciclati (68,2%), la riduzione degli imballaggi (64%) e l’incremento della durabilità e riparabilità dei prodotti (53,2%). Il 61% delle imprese riconosce che tali misure portano a una riduzione dei costi.














