Le basi militari statunitensi in Italia ospitano circa 12.000 militari, alcuni dei quali operano anche per la NATO. Tra le più importanti ci sono Aviano, in Friuli Venezia Giulia, dove si trovano caccia F-16 e bombe nucleari B-61, e Napoli, sede della Sesta Flotta USA. A Sigonella, in Sicilia, opera l’Aviazione della marina americana ed è presente un comando NATO. Vicenza ospita Camp Ederle, dove ha sede la 173 Brigata Aerotrasportata e il comando United States Army Africa. Ghedi, in provincia di Brescia, è un altro deposito di bombe nucleari B-61, mentre Camp Darby, tra Pisa e Livorno, è un grande deposito di munizioni riorganizzato come Darby Military Community.
Nei giorni scorsi, un’email inviata dal Doge (Dipartimento per l’efficienza del governo USA), guidato da Elon Musk, ha fatto discutere. Il messaggio, firmato dal 29 Segretario della Difesa USA, Pete Hegseth, è stato mandato ai dipendenti delle basi di Sigonella, Napoli, Camp Darby, Camp Ederle e Aviano. Inizialmente sembrava riguardare solo Aviano, ma si è scoperto che coinvolge più basi.
L’email chiede ai destinatari di inviare, ogni settimana, un resoconto in cinque punti sulle attività svolte. Devono rispondere entro 48 ore, mettendo in copia il supervisore, e senza includere informazioni classificate o riservate. Chi non risponde potrebbe essere sottoposto a verifica o addirittura dimissioni. Per chi non ha accesso alla posta elettronica, come chi lavora in magazzini o cantieri, sono previsti metodi alternativi. Questa misura rientra nella nuova strategia del Dipartimento della Difesa sotto l’amministrazione Trump.
La direttiva ha sollevato preoccupazioni tra i sindacati italiani, come Fisascat Cisl e UilTucs, che temono ripercussioni per i lavoratori italiani nelle basi USA. Tuttavia, è stato chiarito che riguarda solo il personale americano, mentre gli italiani seguono la legislazione del loro paese.










