ElonMusk ha lanciato un’iniziativa ambiziosa e destinata a far discutere: utilizzare Grok, per ricostruire da zero l’intero patrimonio di conoscenze umane. In un intervento su X, ha criticato i dataset usati per addestrare le AI definendoli inaffidabili, proponendo invece un sistema basato su dati considerati più precisi e aderenti alla realtà.
Il fulcro del piano è Grok3.5, o una futura versione ancora più avanzata, che Musk immagina dotata di capacità di ragionamento superiori. L’intento è rimuovere errori, colmare omissioni e riaddestrare l’AI su contenuti selezionati con criteri più rigorosi. Secondo Musk, ciò permetterebbe di produrre risposte più affidabili, svincolate da condizionamenti ideologici attribuiti ad altri modelli concorrenti.
A detta del fondatore di SpaceX, molte intelligenze artificiali attuali, rifletterebbero visioni del mondo filtrate da orientamenti politici specifici. Grok, invece, si propone come un’alternativa “non allineata”, che punta a offrire risposte più dirette. Questo approccio è coerente con le scelte operate su X, dove Musk ha ridotto la moderazione dei contenuti e ha promosso le Community Notes, strumenti collaborativi per aggiungere contesto ai post.
Musk non chiarisce se intenda escludere opinioni, dati errati o anche interpretazioni complesse della realtà. Ha invitato il pubblico a contribuire a un nuovo archivio di fatti “controversi ma verificabili”, ma non è chiaro quanto questi contenuti siano effettivamente fondati.
Tra i materiali condivisi dagli utenti emergono affermazioni problematiche, come teorie complottiste o distorsioni storiche, compresi casi che la comunità scientifica ha già smentito. Questo ha sollevato allarmi tra vari osservatori, che temono un uso strumentale della piattaforma e una potenziale legittimazione di disinformazione.










