Sempre più aziende usano l’AI non solo per innovare, ma per cambiare tutto il modo di lavorare. Nel campo dell’educazione, per esempio, app come Memrise, TalkPal AI, Speak, Replika e la versione a pagamento di ChatGPT stanno diventando sempre più popolari. Anche il CEO di Shopify, Tobi Lütke, ha chiesto ai suoi team di giustificare ogni nuova assunzione spiegando perché quella persona non possa essere rimpiazzata da un’intelligenza artificiale.
Il caso più chiacchierato di questi giorni è quello di Duolingo. Il CEO Luis von Ahn ha scritto su LinkedIn che inizieranno a sostituire alcuni collaboratori esterni con l’AI. L’obiettivo? Diventare un’azienda guidata dall’intelligenza artificiale. I cambiamenti sono già partiti: molte attività sono state automatizzate, e l’AI viene usata anche per scegliere chi assumere e valutare il lavoro dei dipendenti. Von Ahn ha detto che gli insegnanti non spariranno, ma saranno affiancati dall’IA. Però a molti utenti non è piaciuta la notizia e hanno cancellato l’abbonamento.
Secondo Duolingo, tutto questo serve a rendere l’apprendimento delle lingue più facile e veloce per tutti. Ma per farlo, l’azienda ha deciso di rivedere tutto: ogni area dovrà adattarsi all’AI. “Il cambiamento fa paura, ma ci aiuterà a restare moderni”, ha spiegato il CEO.










