La legge che obbliga ByteDance a cedere TikTok USA a un investitore non cinese è stata approvata lo scorso aprile.
Questa misura è nata dai timori crescenti sulle possibili interferenze cinesi, sia a livello di sicurezza nazionale sia di influenza politica.
Le preoccupazioni principali riguardano l’uso dei dati raccolti dall’app per attività di intelligence e la potenziale manipolazione politica attraverso l’algoritmo di TikTok, che conta ben 170 milioni di utenti negli StatiUniti.
ByteDance, la società madre di TikTok, ha intrapreso diverse iniziative legali per sospendere o ritardare l’entrata in vigore della legge, ma questi tentativi si sono rivelati infruttuosi.
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso di accettare il caso il 18 dicembre, con un’udienza fissata per il 10 gennaio, una tempistica particolarmente rapida.
L’argomentazione legale principale avanzata da ByteDance è che la legge viola il Primo Emendamento, in quanto TikTok rappresenta uno strumento fondamentale per la libertà di espressione, per comunicare, informarsi e svolgere attività commerciali.
Ora, Donald Trump ha chiesto formalmente alla Corte Suprema di sospendere l’entrata in vigore della legge.L’obiettivo di Trump è quello di guadagnare tempo per trovare una soluzione diplomatica prima del suo insediamento ufficiale il 20 gennaio.
Tra gli argomenti presentati, Trump ha evidenziato la sua esperienza diplomatica e il ruolo strategico di TikTok nella comunicazione politica, considerando i suoi 15 milioni di follower sulla piattaforma.
In passato, Trump aveva accusato TikTok di rappresentare una minaccia per gli Stati Uniti, tentando ripetutamente di vietare la piattaforma, anche se questi provvedimenti non hanno avuto successo.
Tuttavia, la sua posizione sembra essere cambiata dopo un incontro con il CEO di TikTok, ShouChew, avvenuto il 16 dicembre. Durante l’incontro, Trump ha dichiarato di provare una certa simpatia per l’app, segnando una svolta nella sua visione della piattaforma.










