Gli Stati Uniti rappresentano il secondo mercato di riferimento per le esportazioni italiane, subito dopo la Germania. Nel corso dell’ultimo decennio, l’incidenza del mercato statunitense è raddoppiata, arrivando a costituire l’11% del totale delle esportazioni italiane nel 2023, per un valore complessivo di 63 miliardi di euro.
L’impatto delle esportazioni verso gli USA varia a seconda della dimensione aziendale. Le piccole e medie imprese (PMI) registrano un’esposizione media del 7% del fatturato complessivo e del 27% delle loro esportazioni totali, sottolineando un forte orientamento verso il mercato statunitense. Per le grandi aziende esportatrici, invece, l’esposizione media agli USA si attesta al 5% dei ricavi totali e al 15% dell’export. Tuttavia, secondo la Banca d’Italia, un eventuale inasprimento dei dazi americani potrebbe avere un impatto significativo, in particolare sulle PMI, che mostrano una maggiore vulnerabilità rispetto a questo scenario.
Sul piano politico, la relazione personale tra Giorgia Meloni e Donald Trump potrebbe giocare un ruolo cruciale per mitigare i rischi derivanti dal protezionismo statunitense. La premier italiana, unica leader europea a partecipare alla cerimonia di insediamento di Trump, ha sviluppato un rapporto amichevole con l’ex presidente degli Stati Uniti. Trump stesso ha espresso pubblicamente il suo apprezzamento per Meloni, definendola fantastica e ribadendo l’intenzione di discuterne con lei questioni rilevanti per i rapporti tra l’Europa e gli USA.
Questa relazione personale potrebbe rappresentare un vantaggio strategico per l’Italia, specialmente nel contesto di possibili negoziati sui dazi. In risposta a domande sull’eventualità di escludere l’Italia da un inasprimento dei dazi contro l’Europa, Trump ha dichiarato: Mi piace molto. Vedremo che succede. Una posizione che lascia aperte prospettive di dialogo e possibili benefici per l’economia italiana in uno scenario globale caratterizzato da incertezza commerciale.










