Elon Musk torna al centro dell’attenzione con un nuovo colpo di scena: vuole controllare l’oro di Fort Knox. L’idea è supportata dal senatore Rand Paul, che chiede più trasparenza sulle riserve d’oro degli Stati Uniti, conservate soprattutto a Fort Knox e nella Federal Reserve Bank di New York. Secondo Paul, rendere tutto più chiaro potrebbe rafforzare il valore del dollaro.
Anche il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l’intenzione di effettuare un audit delle riserve auree di Fort Knox entro maggio 2025. Durante un volo per Washington il 19 febbraio, ha dichiarato: “Andremo a Fort Knox per assicurarci che l’oro sia lì”. Questo ha aumentato le speculazioni sui mercati previsionali, in particolare su Polymarket, una piattaforma di scommesse basata su criptovalute, che il 17 febbraio ha iniziato a quotare diversi mercati legati all’audit.
Fort Knox è un simbolo di sicurezza e ricchezza, protagonista anche di film famosi come Goldfinger, Die Hard e Superman II. L’interesse di Musk per questo posto si aggiunge alla sua lunga lista di provocazioni e sfide alle istituzioni.
Trump ha espresso la speranza che l’audit non riveli riserve d’oro mancanti. “Se non ci sarà l’oro, saremo molto contrariati”, ha affermato. È la prima dichiarazione pubblica di Trump sulle riserve auree da quando è diventato 47 presidente il 20 gennaio. L’ultima verifica ufficiale delle riserve di Fort Knox risale al 1974.
Se l’audit dovesse rivelare che l’oro è scomparso o mancante, le conseguenze sarebbero enormi. La fiducia nel sistema finanziario degli Stati Uniti potrebbe crollare, portando a un’eventuale svalutazione del dollaro e a un aumento dell’inflazione. I mercati finanziari globali reagirebbero con forte volatilità, mentre le criptovalute come il Bitcoin potrebbero beneficiarne come alternativa percepita più sicura. Inoltre, ci sarebbero inevitabili ripercussioni politiche, con richieste di indagini approfondite e possibili dimissioni ai vertici delle istituzioni finanziarie e governative.










