In soli due anni, il percorso della Salernitana ha assunto contorni drammatici: dal sogno della Serie A al baratro della Serie C, il declino è stato rapido e doloroso. Un club che aveva ritrovato slancio e passione si è ritrovato smarrito, lasciando scossi i tifosi.
La stagione 2021-2022 aveva fatto intravedere una favola sportiva. Sotto la direzione di Walter Sabatini e la guida tecnica di Davide Nicola, la squadra era riuscita a risalire da una situazione disperata, centrando una salvezza all’ultima giornata del campionato. Un finale al cardiopalma che aveva fatto sognare un futuro più solido.
Ma il sogno si è presto svanito. L’annata successiva, pur conclusa con una permanenza tranquilla, ha lasciato intravedere diversi problemi: numerosi stop fisici, decisioni poco lucide a livello societario e un’identità di squadra mai pienamente definita. L’estate ha poi visto partire figure chiave che non sono state adeguatamente colmate.
Il 2023-2024 ha segnato il vero crollo. Ultimo posto in classifica, difesa colabrodo, attacco sterile e un girone di ritorno senza successi: il verdetto della retrocessione è arrivato con largo anticipo. La distanza tra club e tifosi si è allargata, complice una comunicazione assente e una gestione sempre più confusa.
Il campionato di Serie B 2024-2025, che doveva rappresentare un’occasione di rilancio, si è trasformato in un incubo. Tra penalizzazioni, problemi finanziari e un ambiente interno destabilizzato, la squadra è precipitata ancora, fino in Serie C. Nemmeno il supporto costante del pubblico di casa ha potuto cambiare le sorti di un gruppo allo sbando.
Due stagioni disastrose hanno cancellato in poco tempo il lavoro degli anni precedenti. Restano ferite profonde e un sentimento di delusione diffusa, ma anche l’attaccamento a una maglia storica a cui aggrapparsi e ripartire per ricostruire qualcosa di grande.










