Il futuro di ITA Airways sembra appeso a un filo. Lufthansa e il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) stanno lavorando intensamente agli accordi con la Commissione Europea per garantire la concorrenza nel mercato del trasporto aereo, evitando il rischio di monopoli. Per ottenere l’autorizzazione, è necessario stipulare accordi con i cosiddetti “remedy taker”, cioè concorrenti a cui vengono assegnate risorse come slot (orari specifici per atterrare o decollare) e rotte, per garantire una maggiore competizione.
Entro il 4 novembre, Lufthansa e Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) avrebbero dovuto firmare questi contratti, ma c’è tempo fino all’11 novembre per inviarli a Bruxelles. Gli accordi prevedono l’assegnazione di 15 coppie di slot, ovvero orari specifici assegnati alle compagnie aeree per atterrare o decollare a Linate a EasyJet, mentre Air France e British Airways ottengono collegamenti per rotte verso Stati Uniti e Canada.
Ma le tensioni non finiscono qui. Lufthansa, proprio durante queste discussioni, ha richiesto al Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) uno sconto di 10 milioni di euro sulla seconda parte dell’aumento di capitale da 694 milioni, ma il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha respinto con decisione la richiesta, sottolineando la volontà di non svendere la compagnia aerea italiana. Inoltre, Lufthansa ha invocato una clausola per rivedere l’investimento complessivo da 829 milioni, basandosi sul valore del quarto trimestre del 2024. Senza un accordo definitivo tra le parti, l’intera operazione rischia di saltare.
L’accordo, siglato a giugno 2023, prevede che Lufthansa entri nel capitale di ITA Airways con una partecipazione del 41% entro la fine dell’anno, per poi acquisire il 49% entro il 2025 e il restante 10% tra il 2028 e il 2029. Tuttavia, il conclusione dell’operazione, atteso entro la fine del 2024, con un investimento iniziale di 325 milioni, è messo in discussione dalla mancanza di un accordo definitivo.










