La corrida è un evento che ha origini antichissime, risalenti probabilmente all’epoca pre-romana. Tuttavia, la sua forma moderna, così come è conosciuta oggi, si è sviluppata in Spagna nel XVIII secolo.
L’evento coinvolge il combattimento tra un torero e un toro all’interno di un’arena, ed è stata oggetto, per il suo carattere cruento, di dibattiti piuttosto accesi e di diverse proteste.
Infatti, in ogni spettacolo, il Toro viene ripetutamente provocato e ferito. Durante il confronto, l’animale viene colpito con lance (picas) e banderillas (piccoli arpioni), infliggendogli gravi ferite. Il combattimento culmina con la estocada, in cui il torero usa una spada per trafiggere il toro tra le scapole, mirando al cuore. Sebbene l’intento sia di uccidere il toro rapidamente, in molti casi il colpo non è immediatamente letale, causando ulteriori sofferenze all’animale.
Ogni anno, circa 250.000 tori vengono uccisi nelle corride in tutto il mondo.
Negli ultimi anni, proprio per questi motivi, movimenti animalisti e non solo hanno intensificato le loro campagne per mettere al bando questa tradizione, ritenuta da molti una forma di crudeltà inutile e inaccettabile nel mondo moderno
Il Governo della Colombia ha questi giorni votato, a larghissima maggioranza, per il divieto di spettacoli di corrida a partire dal 2027.
Il governo colombiano ha però previsto una transizione graduale fino al 2027, durante la quale dovrà garantire posti di lavoro alternativi a coloro che dipendono economicamente dalle corride. Inoltre, le arene taurine verranno adattate per ospitare attività sportive e culturali.










