La cultura aziendale di Nvidia è spesso descritta come una “pentola a pressione”. Secondo testimonianze di attuali ed ex dipendenti, molti sono costretti a lavorare fino a tarda notte, con orari che spesso superano le normali ore lavorative. In alcune riunioni, che possono arrivare fino a sette al giorno, non sono rari litigi e urla, con supervisori che devono gestire più di 100 collaboratori. Un ex dipendente del supporto tecnico ha raccontato di lavorare fino all’1 o 2 di notte ogni giorno, mentre per gli ingegneri, le ore di lavoro sono ancora più lunghe.
Quando si parla di dipendenti che lavorano meno del previsto, vengono talvolta etichettati come “semi-pensionati”. Questo termine si riferisce a coloro che, pur non essendo formalmente in pensione, sembrano ridurre l’impegno e la produttività rispetto agli altri, come se stessero “rallentando” la loro carriera. Questo atteggiamento, in un ambiente ad alta pressione come Nvidia, può attirare critiche pubbliche. Lo stesso CEO, Jensen Huang, ha affrontato queste lamentele invitando i dipendenti a “diventare il CEO del proprio tempo”, spingendoli a gestire in modo proattivo il proprio carico di lavoro.
Nvidia ha costruito questa cultura in 30 anni di crescita. L’approccio di Huang, spesso considerato duro, mira a “spingere” i dipendenti verso la grandezza attraverso alte aspettative e sfide continue.
Nonostante la pressione, i benefici finanziari sono evidenti. Un sondaggio interno ha rivelato che il 76% dei dipendenti è milionario, e un terzo di loro ha un patrimonio netto superiore ai 20 milioni di dollari. Le azioni Nvidia sono cresciute di oltre il 1.000% da ottobre 2022, trainate dal boom dell’AI.
Il turnover aziendale resta sorprendentemente basso: solo il 2,7%, contro una media del settore del 17,7%. Le stock option a lungo termine e una struttura organizzativa piatta incentivano la permanenza dei dipendenti, nonostante le sfide.










