ChatGPT continua a fare progressi sul riconoscimento dei segnali di disagio mentale ed emotivo e, soprattutto, sulle risposte che offre ai suoi utenti.Alcuni strumenti basati sull’IA sono ormai capaci di analizzare il linguaggio scritto e/o parlato con l’obiettivo di individuare eventuali segnali di stress, di ansia, di tristezza o altre emozioni ad esse correlate.È importante, difatti, tenere in considerazione che l’intelligenza artificiale non può sostituire una diagnosi o un intervento professionale, poiché è ancora in fase di sviluppo. Pertanto, le sue conoscenze tecniche e il suo supporto sono limitati e l’IA non va, comunque, usata come una soluzione autonoma a tutti gli effetti.Da oggi, però, grazie alle sue capacità analitiche, sarà in grado di reagire a segnali emotivi in maniera più ricercata rispetto a prima.Ciò significa che, non solo potrà interagire con noi in modo più naturale, bensì riuscirà percepire se stiamo affrontando una fase difficile dal punto di vista emotivo o mentale rispondendo alle domande con più chiarezza e con maggiori fonti di riferimento.Inoltre, OpenAI trasmetterà dei promemoria per ricordare ai suoi utenti di prendersi un momento per sé, qualora dovessero chattare con l’IA per un periodo di tempo troppo prolungato.E non è tutto, infatti ChatGPT introdurrà le domande personali, tant’è che una volta che gli si porrà un quesito fornirà una risposta tramite la quale aiuterà l’utente a riflettere, a farsi ulteriori domande e a ponderare sui fattori di pro e di contro.
08/08/2025
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Giulia Di Martino
Laureata in Mediazione linguistica e culturale. La mia forte curiosità e la passione per la scrittura mi portano ogni giorno a ricercare e a sviluppare contenuti di attualità, specialmente in ambito musicale e a livello di nuove tecnologie. Il mio percorso in Worldy è iniziato a piccoli passi per poi diventare una vera e propria passione che mi permette quotidianamente di pubblicare articoli comunicando notizie di ogni genere.










