BP, il colosso petrolifero inglese e una delle storiche “Sette Sorelle”, sta affrontando un periodo di grandi trasformazioni. L’amministratore delegato Murray Auchincloss, che ha preso le redini dell’azienda nel 2023 dopo le dimissioni di Bernard Looney, ha annunciato un piano di riduzione dei costi ambizioso, volto a risparmiare 2 miliardi di dollari. Questo piano prevede il taglio di 7.700 posti di lavoro, pari a oltre il 5% della forza lavoro globale dell’azienda.
La decisione si inserisce in un contesto aziendale caratterizzato da importanti cambiamenti strategici. BP, che recentemente ha acquisito il gruppo americano di autogrill e servizi autostradali TravelCenters, aggiungendo 20.000 nuovi dipendenti alla sua forza lavoro, sta cercando di bilanciare l’espansione con l’ottimizzazione dei costi. Tuttavia, le difficoltà finanziarie sono evidenti: nel trimestre conclusosi il 30 settembre 2024, i ricavi si sono attestati a 47 miliardi di dollari, in calo del 10%, mentre i profitti sono stati quasi azzerati, registrando un calo del 95%.
Uno degli aspetti più controversi di questa strategia è il passo indietro di BP rispetto alla decarbonizzazione. La compagnia ha ridotto o interrotto gli investimenti in progetti chiave come i carburanti a idrogeno, il carburante sostenibile per l’aviazione (SAF) e i parchi eolici. Questi progetti, inizialmente considerati fondamentali per una transizione verso un’economia a basse emissioni di CO, si sono rivelati troppo onerosi in un momento in cui è prioritario contenere le spese.
I tagli non si limitano alla riduzione dei dipendenti diretti. Oltre ai 4.700 dipendenti a livello globale, BP prevede di ridurre ulteriormente il personale con il licenziamento di circa 3.000 appaltatori. La compagnia ha anche fatto ricorso all’intelligenza artificiale per identificare le aree in cui effettuare i tagli, dimostrando un approccio tecnologico e pragmatico alla ristrutturazione.










