Kamala Harris è sulla strada per ottenere la nomination del partito Democratico, avendo accumulato, secondo quanto riportato da Associated Press, più di 2.200 delegati, superando così i 1.976 necessari. Dopo il ritiro di Joe Biden dalla corsa, i delegati ufficializzeranno la sua candidatura prima della Convention del 19 agosto, con un voto virtuale previsto entro il 7 agosto. La Harris ha già preso il comando della campagna contro Donald Trump, visitando il quartier generale di Biden in Delaware. Ha lanciato attacchi diretti a Trump, dichiarando: “So di che pasta è fatto Trump” e promettendo che “l’America non tornerà indietro.”
Il supporto interno per Harris è stato significativo. Tutti i potenziali sfidanti interni, tra cui Gavin Newsom, Josh Shapiro e Nancy Pelosi, hanno espresso il loro appoggio. Pelosi e altri leader democratici hanno dimostrato entusiasmo per la candidatura, e la Harris sta programmando incontri imminenti con Chuck Schumer e Hakeem Jeffries. Il sostegno economico è stato altrettanto impressionante, con donazioni totali di 250 milioni di dollari raccolti in una sola giornata, sostenute da Hollywood e imprenditrici della Silicon Valley.
Attualmente, Harris è concentrata sulla selezione del candidato alla vicepresidenza e ha incaricato Eric Holder di esaminare i potenziali candidati. Tra i principali contendenti ci sono governatori e senatori moderati.
La campagna di Harris ha un tono ottimistico e aggressivo, sottolineando i successi dell’amministrazione Biden-Harris, come la riduzione dei costi dei farmaci, il miglioramento delle infrastrutture e la lotta contro il cambiamento climatico. Tuttavia, la campagna di Trump, insieme a JD Vance, ha lanciato critiche, accusando Harris di essere “più estremista di Biden” e di voler abolire i controlli sull’immigrazione e le forze dell’ordine.










