La vera novità è che, rispetto ai vecchi massimi, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, questa volta non sono stati i piccoli investitori a spingere il prezzo: oggi sono i grandi investitori istituzionali a comprare in massa, prosciugando l’offerta disponibile sulle principali piattaforme di scambio.
Negli Stati Uniti, intanto, il rapporto con le criptovalute si sta facendo più strutturato. Il presidente Trump ha deciso di creare una riserva strategica di Bitcoin, considerandolo una risorsa non soggetta all’inflazione, simile all’oro. E il Senato ha approvato il Genius Act, una legge che regola le stablecoin, riconoscendole come strumento utile per diffondere il dollaro in versione digitale, specie nei Paesi emergenti. La linea americana è chiara: Bitcoin non è visto come un rivale del dollaro, ma come una sorta di “oro digitale”, come ha ribadito anche Jerome Powell, governatore della Federal Reserve.










