In un’intervista al Corriere della Sera, Luciano Benetton ha rivelato una situazione finanziaria critica per l’azienda di famiglia: un cash flow negativo da 100 milioni di euro. La crisi ha radici profonde, legate a una fiducia mal riposta nei vertici manageriali, che ha portato alla scoperta di un drammatico buco di bilancio nei consigli di amministrazione.
Il management aveva promesso un pareggio di bilancio entro il 2023 e flussi di cassa positivi tra il 2024 e il 2026. Tuttavia, la realtà dei fatti è ben diversa, con perdite significative che non erano state previste. Nonostante ciò, Benetton rappresenta solo l’1% del business di Edizione, la holding di famiglia, che è rimasta sorpresa dalla scoperta della perdita, ma determinata a risolvere i problemi.
In risposta alla crisi, Edizione ha investito 350 milioni di euro negli ultimi tre anni ed è pronta a stanziare ulteriori 260 milioni per supportare un piano di riorganizzazione e rilancio. Una svolta manageriale è attesa nell’assemblea dei soci del 18 giugno, con un previsto cambio di amministratore delegato. Luciano Benetton, profondamente amareggiato dal tradimento e dallo shock per il bilancio negativo, si sta preparando a uscire dall’azienda, sottolineando la necessità di un nuovo piano per il futuro che richiederà inevitabili sacrifici.
Benetton, non più quotata in Borsa, sta affrontando quindi un periodo sicuramente non dei più tranquilli. I sindacati hanno espresso critiche per una perdita più grande delle attese. Accumulando disavanzi dal 2013 che superano il miliardo di euro, i sindacati hanno fatto appello per un maggiore coinvolgimento dei lavoratori nelle scelte strategiche.
La preoccupazione non si limita ai vertici aziendali. Il sindaco di Ponzano Veneto ha espresso apprensione per i contratti di solidarietà e l’impatto sulla comunità, invitando Luciano Benetton a continuare a lottare per l’azienda. Nel frattempo, l’amministratore delegatoMassimo Renon ha scelto di non commentare, riservandosi di rispondere tramite i legali.










