Il 14 luglio 2025 è stato firmato un nuovo accordo per i lavoratori bancari in Italia, che riguarda circa 300.000 persone del settore. L’intesa è stata raggiunta tra i principali sindacati e l’Abi (l’Associazione Bancaria Italiana) e serve a mettere in pratica le novità decise con il contratto collettivo firmato a novembre 2023, che resterà valido fino a marzo 2026.
Una delle novità riguarda l’orario di lavoro: per chi lavora a tempo pieno le ore settimanali scendono da 37 ore e mezza a 37 ore, a partire dal 1 luglio 2024. Per chi lavora part-time il cambiamento arriverà dal 1 gennaio 2026, con un adeguamento della paga oraria. Durante questo periodo di passaggio, verranno dati permessi retribuiti proporzionati.
Dal 1 gennaio 2026 cambierà anche il modo di calcolare la paga oraria: si userà una nuova formula basata su 1/360 della retribuzione annua diviso per 7,4. In pratica, questo serve a determinare in modo standard quanto vale un’ora di lavoro, considerando l’anno diviso in 360 quote giornaliere e una media di 7,4 ore lavorative al giorno.
L’obiettivo è rendere il calcolo uniforme per tutti, evitando differenze tra contratti o aziende. Sempre a gennaio 2026 è previsto l’ultimo aumento previsto dal contratto: 35 euro lordi in più al mese, che completeranno un aumento totale di 435 euro.
In parallelo c’è un accordo specifico per circa 6.500 dirigenti delle banche italiane: il loro stipendio minimo annuale salirà da 65.000 a 85.000 euro, con un aumento del 31%. Questo aumento sarà diviso in due step: dal 1 agosto 2025 salirà a 80.000 euro, e dal 1 gennaio 2026 raggiungerà gli 85.000 euro.
Non si parla solo di soldi: sono previste nuove tutele. Per esempio, la retribuzione verrà garantita anche in caso di gravidanza a rischio. Se una persona ha una disabilità, il periodo in cui può stare a casa senza perdere il lavoro (periodo di comporto) aumenta del 50%. E chi ha malattie oncologiche o gravi può chiedere fino a 24 mesi di aspettativa non retribuita.










