ChildishGambino nel 2020 ha rilasciato 3.15.20, un album incompleto con una tracklist priva di titoli e una cover bianca. Senza averne prima pubblicizzato in alcun modo l’uscita, il progetto passò in sordina nonostante dietro quei numeri nascondesse tante perle.
In occasione del suo quarto anniversario, DonaldGlover ha deciso di cancellare definitivamente il progetto dalle piattaforme streaming per poi sostituirlo con Atavista, la sua versione definitiva.
Le tracce sono state rielaborate e ultimate, i mix completamente rinnovati, aggiunte alcune collaborazioni mentre altre sono state rimosse.
Per quanto possa dolere ammetterlo, tutti noi qualche settimana fa ci siamo ritrovati davanti un album che ci sembrava di non aver mai sentito prima: un po’ per lo stile estemporaneo di Childish che non invecchia mai, ma soprattutto perché quei titoli criptici sono stati un ostacolo per tutti noi per memorizzare quello che poteva tranquillamente essere uno dei progetti più interessanti del decennio.
Atavista ci ha infatti rivelato un’amara verità: tutti noi siamo influenzati dalla maniera nella quale ci viene proposta un’opera, il neuromarketing che sta dietro la presentazione e la relativa sponsorizzazione di un progetto riescono davvero a cambiare la percezione che abbiamo di esso.
Preferiremmo non ammetterlo, ma i titoli di una canzone, il titolo di un album, la cover e tutto ciò che sta dietro un’opera musicale risultano spesso più importanti della musica stessa. Insomma potremmo riassumere questo caso con la celebre frase non è ciò che vendi, ma come lo vendi.
Oggi tutti noi abbiamo avuto l’occasione di riscoprire un album che ci siamo persi, e grazie a dei semplici titoli, che ci aiutano a riascoltarlo e a discuterne, ci siamo resi conto che Atavista ha sempre meritato un posto riservato tra le migliori opere di Childish.
Così, dopo quattro anni, possiamo finalmente dire che tutto è bene quel che finisce bene. Quello che dovrebbe essere il suo penultimo disco come Childish Gambino finalmente ha un lieto fine, passando dall’essere l’anello più debole a uno dei più forti.










