Il Vision Pro di Apple, lanciato inizialmente negli Stati Uniti e poi in Asia (Cina, Hong Kong, Giappone, Singapore) e successivamente in altri paesi come Australia, Canada e in Europa (Francia, Germania, Regno Unito) non ha ottenuto il successo sperato. Le vendite, complici i problemi tecnici come la durata limitata della batteria e difficoltà nella calibrazione del display, la scarsità di applicazioni dedicate e il prezzo elevato, non sono state entusiasmanti, portando a una riduzione significativa nella produzione.
Attualmente, Apple produce 1000 Vision Pro al giorno, una quantità dimezzata rispetto ai volumi iniziali. Le scorte attuali ammontano a circa mezzo milione di unità, un quantitativo ritenuto sufficiente per coprire le esigenze del mercato fino al 2025. Le linee produttive, però, non saranno smantellate: rimarranno pronte per una possibile riattivazione, qualora dovesse essere necessario.
Secondo un report di *The Information*, basato su fonti vicine alla produzione, Apple avrebbe terminato la produzione del primo esemplare di Vision Pro. La società cinese Luxshare, incaricata dell’assemblaggio, avrebbe ricevuto istruzioni per ridurre i volumi produttivi a partire da novembre. Le voci più recenti suggeriscono che la produzione potrebbe essere sospesa entro la fine dell’anno, il che potrebbe essere interpretato come una possibile cessazione del prodotto.
La strategia di Apple sembrerebbe orientata a mantenere la produzione in standby, con la possibilità di riprendere in futuro, oppure puntare direttamente alle prossime generazioni del visore, già in fase di sviluppo. Tutto dipenderà dalle dinamiche del mercato, come l’evoluzione della domanda per dispositivi di realtà aumentata e la competitività dei prezzi, e dalla capacità del Vision Pro di trovare un proprio spazio nel settore tech.










