Le ostilità cominciate venerdì scorso con l’offensiva lanciata da Israele non accennano a placarsi. L’escalation di eventi, sul piano militare e politico, sta investendo l’intera area mediorientale, con pesanti ripercussioni sulla popolazione civile. Interrotte le azioni diplomatiche, con l’annullamento del meeting tra USA e Iran previsto ieri in Oman.
Ricapitolando, gli attacchi israeliani degli ultimi giorni hanno decimato la catena di comando militare iraniana, i cui vertici caduti sono stati sostituiti. L’offensiva ha raggiunto diversi obiettivi considerati strategici: sono stati colpiti alcuni centri di arricchimento dell’uranio, stazioni radar, giacimenti, raffinerie, centri di produzione di missili. Notabile è l’attacco all’aeroporto di Mashhad, quasi al confine con il Turkmenistan: segno di una scarsa attività di contraerea, probabilmente limitata dagli attacchi israeliani. Sono state registrate numerose esplosioni anche a Teheran, dove è stato anche colpito il quartier generale delle Forze Quds. Da ieri è in corso un esodo della popolazione residente dalla capitale iraniana.
La risposta iraniana ha riguardato, invece, un massiccio lancio di missili balistici che hanno principalmente colpito le città di Tel Aviv, Haifa, dove è stata raggiunta anche una raffineria, e Gerusalemme. Ci si domanda quale possa essere il rateo di fuoco di Teheran sul medio-lungo periodo, a causa della possibile non rilevante disponibilità di munizioni a lungo raggio.
Pesante il numero delle vittime, tra cui anche i civili: da venerdì, le azioni israeliane avrebbero causato 224 morti, secondo quanto riferito da Hossein Kermanpour, portavoce del Ministero della Salute di Teheran. Mentre, le azioni iraniane avrebbero causato 24 vittime.
Intanto, risulta ambigua e poco chiara la strategia di Donald Trump, il quale, parlando all’ABC, si direbbe “aperto” alla possibilità che Putin svolga un ruolo da mediatore tra Iran e Israele. Tuttavia, riferendosi al conflitto in atto, ha anche affermato: “È possibile che potremmo essere coinvolti. Ma, al momento, non lo siamo”.










