Amazon recentemente avrebbe interrotto vari ordini provenienti da fornitori asiatici, secondo fonti citate da Bloomberg. La scelta sembrerebbe legata all’intento di ridurre l’impatto dei dazi doganali introdotti negli USA durante l’amministrazione Trump.
Gli articoli annullati includerebbero beni di largo consumo come accessori per l’estate e piccoli elettrodomestici. Le cancellazioni sarebbero avvenute poco dopo un annuncio governativo sull’estensione delle tariffe a molti Paesi, tra cui Cina, Vietnam e Thailandia. Amazon non ha rilasciato commenti ufficiali in merito.
ScottMiller, consulente nel settore dell’e-commerce ed ex dipendente di Amazon, ha affermato che diversi ordini sono stati sospesi senza spiegazioni chiare. I fornitori colpiti, secondo lui, potrebbero dover accettare condizioni meno vantaggiose o rivolgersi ad altri rivenditori.
Secondo le analisi di settore, attualmente, una parte consistente dei prodotti venduti su Amazon proviene da forniture dirette, mentre il resto è gestito da venditori indipendenti che utilizzano la piattaforma a pagamento.
Molti fornitori, secondo Bloomberg, sono stati colti di sorpresa. Alcuni avevano già prodotto e imballato la merce, ma hanno ricevuto comunicazioni di annullamento che non menzionavano direttamente i dazi.
Nel più recente rapporto aziendale, Amazon segnala che le tensioni commerciali globali rappresentano un rischio per le sue attività, in particolare per la dipendenza da produzioni asiatiche.
In una dichiarazione diffusa tramite il social network TruthSocial, Donald Trump ha annunciato una sospensione provvisoria di 90 giorni sui dazi per alcuni Paesi non coinvolti in azioni ritorsive. Tuttavia, per la Cina è prevista una tassa maggiorata del 125%, a causa della presunta violazione delle norme internazionali in materia commerciale. Resterà in vigore una tariffa minima del 10% per altri Paesi.










