Nel 2024 l’industria farmaceutica italiana ha raggiunto traguardi storici. Secondo i dati diffusi da Farmindustria, la produzione ha toccato i 56 miliardi di euro, con 54 miliardi generati dall’export, superando già ora l’obiettivo di crescita del +12% fissato dal Governo per il quinquennio 2022-2027. Un +13% in soli due anni, nonostante l’incremento dei costi di produzione del 30% e prezzi dei farmaci spesso fermi o in discesa.
“Numeri straordinari”, ha commentato Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, che rilancia l’urgenza di una strategia nazionale sulla farmaceutica. L’Italia si conferma tra i leader europei, con una crescita dell’export del 65% negli ultimi cinque anni, contro il +57% della media UE. Il settore ha quasi triplicato il proprio peso sul manifatturiero nazionale: dal 3,5% del 2004 al 9,1% attuale. Inoltre, il saldo estero di farmaci e vaccini ha raggiunto i +21,2 miliardi, contribuendo per il 18% al surplus complessivo dell’industria manifatturiera italiana.
Come riportato da Il Sole 24 Ore, le imprese farmaceutiche si posizionano al primo posto anche per il contributo alla crescita del PIL tra il 2022 e il 2024: +17,7%, a fronte dell’1,4% del PIL nazionale. Anche l’occupazione è in aumento, con 71mila addetti, +1,5% rispetto all’anno precedente e un picco del +3% nella ricerca e produzione.
“L’innovazione scientifica, la qualità delle risorse umane e la forza del nostro sistema pubblico ha spiegato Cattani hanno reso il comparto un pilastro per l’economia e la sicurezza nazionale”. Ora, però, è fondamentale un cambio di passo. Farmindustria chiede una revisione della governance che preveda più risorse, nuovi modelli di valutazione basati sul valore delle cure, e migliori condizioni di accesso ai farmaci, per mantenere alta la competitività del settore e attrarre investimenti.










